Nella saletta piccola (troppo!) del Kulturni Dom si
incontrano e, raramente, si scontrano i candidati, meritoria e lodevole
iniziativa dell’Accademia Europeista che si sarebbe meritata uno spazio fisico
più ampio.
Come al solito, il mio pessimismo preventivo è solo in piccola
parte giustificato. Tra i nove candidati c’è concretezza. Personalmente ho
apprezzato Picco, che ha esposto ad esempio la trafila che un turista deve fare
per noleggiare la bici, quando invece dovrebbe essere possibile farlo con lo
smartphone. Ho apprezzato Gaggioli per la verve e la praticità di molti temi
trattati, tipo la sanità. Di Maraz, interessante l’analisi sul
polo aeronautico che si attende messianicamente all’Aeroporto e che forse sarà
più per collaudare che altro, quindi senza i mirabolanti risvolti occupazionali
di cui si parla. Nella sala, in generale, è risuonata poco anche la nostalgia,
il solito refrain del “quello che Gorizia avrebbe potuto essere”, la solita
tiritera delle occasioni perse. Presente, ahimè, un grande classico: l’inimicizia
di Udine, Trieste e Monfalcone, del mondo cattivo verso Gorizia, con la promessa di ciascuno di “contare di più”
e “battere i pugni” (di Romoli tutto si può dire, ma non che sia stato zitto
durante questi anni – sulla sua efficacia…)
Non è mancata la nota di colore, a cura di Bertin, che stigmatizza
i “neretti” che prendono il lavoro prima degli italiani bisognosi, gli “afgani
palestrati” e si preoccupa per le “nostre
gravide” trattando di sanità. Comunque gli immigrati (per fortuna, dico io) non
sono stati argomento del dibattito, quindi di nuovo complimenti ai promotori
dell’iniziativa e al moderatore.
Dai battibecchi si evince qualche doverosa antipatia: Cecot
attacca Collini, Maraz vs Portelli, Ziberna accusa gli altri di non essere
entusiasti (a mio parere, solo realisti nel loro scetticismo).
Nel complesso, un bel momento di democrazia, speriamo si
ripeta perché ad esempio l’ambiente è stato completamente assente.
Tra l'altro il Piccolo, giornale dell'establishment, definisce Collini e Ziberna "cauti" quando invece la parola giusta è inconsistenti, mentre qualifica chi con l'ironia ha fatto notare le manchevolezze dei dieci anni passati "battutista" come se fosse umorismo senza contenuto. Speriamo che il nulla non vada al ballottaggio!
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