Nei vostri articoli sul declino delle nostre
città forse si trascura di analizzare un fattore: gli affitti e i prezzi
del mercato immobiliare, insieme all’impossibilità di affittare o
comprare, per chi pensa di aprire un’attività, sono scogli non da poco, a
fronte di tempi in cui la redditività è quanto mai aleatoria, l'accesso
al credito difficile e il fisco inesorabile. Per cui le iniziative di
aiuto per l’imprenditoria specie giovanile potrebbero essere molto più
efficaci se accompagnate ad una politica fiscale che penalizzi, in
maniera efficace, ragionata a seconda del mercato immobiliare locale, i
possessori di alloggi sfitti, grandi rendite immobiliari, terre incolte.
Tutto ciò potrebbe tradursi in un calmieramento di affitti e prezzi, e i
proventi potrebbero essere destinati ad azioni che garantiscano
maggiormente i proprietari. Ma sono misure improbabili in una società
gerontocratica come quella italiana. Ai tempi che furono si sono formati
dei patrimoni: adesso, anche con l’avanzare dell’età di chi li detiene,
questi patrimoni sono sempre più inaccessibili ai progetti della parte
attiva della società. Talvolta essi generano rendite, talaltra vengono
lasciati marcire come si vede in vari casi di degrado immobiliare in
giro per le città. Chissà se il legislatore, affrontando il problema
della disoccupazione giovanile, dell’invecchiamento della società, ecc,
si occuperà un giorno del lato scomodo della questione, cioè del
concentrarsi delle rendite e dei patrimoni e del loro impatto
sull’economia.
Andrej Drosghig
Gorizia