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martedì 14 marzo 2017

Degrado e stagnazione (intervento pubblicato sul Piccolo)

Nei vostri articoli sul declino delle nostre città forse si trascura di analizzare un fattore: gli affitti e i prezzi del mercato immobiliare, insieme all’impossibilità di affittare o comprare, per chi pensa di aprire un’attività, sono scogli non da poco, a fronte di tempi in cui la redditività è quanto mai aleatoria, l'accesso al credito difficile e il fisco inesorabile. Per cui le iniziative di aiuto per l’imprenditoria specie giovanile potrebbero essere molto più efficaci se accompagnate ad una politica fiscale che penalizzi, in maniera efficace, ragionata a seconda del mercato immobiliare locale, i possessori di alloggi sfitti, grandi rendite immobiliari, terre incolte. Tutto ciò potrebbe tradursi in un calmieramento di affitti e prezzi, e i proventi potrebbero essere destinati ad azioni che garantiscano maggiormente i proprietari. Ma sono misure improbabili in una società gerontocratica come quella italiana. Ai tempi che furono si sono formati dei patrimoni: adesso, anche con l’avanzare dell’età di chi li detiene, questi patrimoni sono sempre più inaccessibili ai progetti della parte attiva della società. Talvolta essi generano rendite, talaltra vengono lasciati marcire come si vede in vari casi di degrado immobiliare in giro per le città. Chissà se il legislatore, affrontando il problema della disoccupazione giovanile, dell’invecchiamento della società, ecc, si occuperà un giorno del lato scomodo della questione, cioè del concentrarsi delle rendite e dei patrimoni e del loro impatto sull’economia.
Andrej Drosghig
Gorizia