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lunedì 15 maggio 2017

W la democrazia!



Nella saletta piccola (troppo!) del Kulturni Dom si incontrano e, raramente, si scontrano i candidati, meritoria e lodevole iniziativa dell’Accademia Europeista che si sarebbe meritata uno spazio fisico più ampio.
Come al solito, il mio pessimismo preventivo è solo in piccola parte giustificato. Tra i nove candidati c’è concretezza. Personalmente ho apprezzato Picco, che ha esposto ad esempio la trafila che un turista deve fare per noleggiare la bici, quando invece dovrebbe essere possibile farlo con lo smartphone. Ho apprezzato Gaggioli per la verve e la praticità di molti temi trattati, tipo la sanità. Di Maraz, interessante l’analisi sul polo aeronautico che si attende messianicamente all’Aeroporto e che forse sarà più per collaudare che altro, quindi senza i mirabolanti risvolti occupazionali di cui si parla. Nella sala, in generale, è risuonata poco anche la nostalgia, il solito refrain del “quello che Gorizia avrebbe potuto essere”, la solita tiritera delle occasioni perse. Presente, ahimè, un grande classico: l’inimicizia di Udine, Trieste e Monfalcone, del mondo cattivo verso Gorizia, con la promessa di ciascuno di “contare di più” e “battere i pugni” (di Romoli tutto si può dire, ma non che sia stato zitto durante questi anni – sulla sua efficacia…)
Non è mancata la nota di colore, a cura di Bertin, che stigmatizza i “neretti” che prendono il lavoro prima degli italiani bisognosi, gli “afgani palestrati” e  si preoccupa per le “nostre gravide” trattando di sanità. Comunque gli immigrati (per fortuna, dico io) non sono stati argomento del dibattito, quindi di nuovo complimenti ai promotori dell’iniziativa e al moderatore.
Dai battibecchi si evince qualche doverosa antipatia: Cecot attacca Collini, Maraz vs Portelli, Ziberna accusa gli altri di non essere entusiasti (a mio parere, solo realisti nel loro scetticismo).
Nel complesso, un bel momento di democrazia, speriamo si ripeta perché ad esempio l’ambiente è stato completamente assente.

2 commenti:

  1. Tra l'altro il Piccolo, giornale dell'establishment, definisce Collini e Ziberna "cauti" quando invece la parola giusta è inconsistenti, mentre qualifica chi con l'ironia ha fatto notare le manchevolezze dei dieci anni passati "battutista" come se fosse umorismo senza contenuto. Speriamo che il nulla non vada al ballottaggio!

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