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venerdì 1 settembre 2017

Da "Tolminci", di Ivan Pregelj



Allora suonò il mezzogiorno. Lo scirocco portava le voci delle campane su da Gorizia, da
Sant’Anna sopra Kromberg, da Salcano, da San Mauro oltre l’Isonzo, fino ai ghiaioni spogli del
Sabotino. Tutto questo scampanio si riversava in un’unica stranissima canzone, ora vibrante, ora
assordante, poi frusciante, a seconda di come tirava il vento, che si posava in forma quasi tangibile
sulla conca assolata con le sue fioriture primaverili così precoci, alle quali quei
montanari non erano affatto abituati. Sotto l’influsso di quel pio canto più d’uno di quei semplici
animi sentì vivamente la bellezza del luogo, del clima e del sole nel quale arrossivano gli alberelli di
mandorlo in fiore. Si perdevano a guardare la piana, bruscamente interrotta dalla linea grigiomarrone della città, la Staragora con la Castagnevizza, il castello, i tetti delle case, i campanili della chiesa gesuitica, la pianura laggiù, nel luminoso Friuli, Piuma, il Calvario, la Mainizza, il Collio,che si alzava fino a San Floriano. Il suono dal basso aveva già smesso di salire quando in alto si fece udire, ennesima dopo tante, la campana di Monte Santo. La voce cupa, bronzea, piombò nei
loro sensi, e sentimenti, in maniera del tutto diversa dallo scampanio della pianura. Alla gente
quella voce parve infinitamente più familiare e rassicurante. Volsero lo sguardo alla chiesa della
Madre di Dio in cima alla nuda vetta. Pregarono di nuovo. Provavano un senso di calore, di affetto,
di vicinanza. Tutti senza saperlo se ne resero conto: lì, sui pendii intorno alla chiesa meta di
pellegrinaggi, iniziava il loro mondo. Fin lì avevano camminato, sui sentieri di Dio. Come parvero
loro belle quelle strade oltre a questa, che loro avevano percorso nella notte, verso la bella piana,
che loro sentivano estranea, fredda, minacciosa e ostile. In un silenzio irreale, inseguirono ciascuno
i suoi pensieri. Qualcosa li tormentava: era la tristezza di tutti i montanari. Sentivano nostalgia.
Allora udirono gridare dalla torre davanti a loro:
-Arriva gente da Gorizia!-

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