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venerdì 15 settembre 2017

Tutti esperti di OGM




Ogni tanto, costretta dagli eventi, la nostra stampa si occupa di agricoltura, non già per promuovere qualche “eccellenza” o la storia dell’agricoltura “che dà lavoro”, ma dell’agricoltura vera che sfama l’umanità. Lo fa controvoglia, perché un agricoltore friulano ha visto riconosciuto (non si capisce, per ora, con quale risvolto  pratico) il diritto di coltivar mais OGM. L’agricoltura emerge solo in filigrana, gli articoli cercano sempre di riportarti alle eccellenze, il tenore degli immancabili opinionisti è “no agli OGM perché se no poi non possiamo più produrre cibo di lusso”. La domanda su chi produce la materia di cui ci nutriamo noi, che possiamo concederci il lusso una tantum, è sempre inevasa…
Ma lasciamo da parte le questioni etico-filosofiche e le loro ricadute tecniche, e vediamo in che mani ci mette il “Piccolo” per permetterci di farci un’opinione.
Barbara Puschiasis è la presidente di Federconsumatori. Di professione avvocato, sugli OGM non prende posizione ma elogia il principio di precauzione adottato in Europa. Faccio sommessamente notare che una  applicazione, particolarmente ortodossa, in Italia ha portato alla distruzione delle sperimentazioni (soprattutto pubbliche) che si conducevano.
Gigi Faleschini produce ortofrutta bio a Pontebba da trent’anni. La sua posizione, come la riporta il quotidiano, è: “meglio le colture locali, sono più resistenti, rappresentano il futuro. Le modificazioni genetiche sono pericolose”. Molto interessante sarebbe sapere, a questo punto, se questo imprenditore agricolo, coerentemente, si autoselezioni la semente o se si avvalga di materiale migliorato comprato in vivaio. Allo stesso modo, sarebbe interessante capire se la frutta che egli propone deriva da varietà antiche e tradizionali (e quindi abbia compiuto un’operazione culturale per proporle al consumatore) o se invece la sua frutta deriva da quelle quattro varietà commerciali che il consumatore è abituato a comprare.
Mauro Giacca ha un trafiletto e viene classificato come “lo scienziato”. E’ presidente dell’Icgeb (non Itgeb come riportato dall’articolista) cioè “International Centre for Genetic Engeneering and Biotechnology”. La sua posizione è nettamente “pro”; rincara la dose affermando che il nostro dibattito, in giro per il mondo, farebbe ridere. Dal cv pescato in internet, emerge la sua laurea in medicina. Sottolinea infatti la mancanza di evidenze scientifiche sui pericoli per la salute dervianti da OGM.
Fabio Bosco è titolare di un gruppo di distribuzione alimentare. La sua posizione non è di no a prescindere, ma bisognerebbe cercare di selezionare OGM utili alla comunità, e possibilmente sotto l’azione pubblica, non per farli diventare brevetti delle multinazionali. Ecco, a questo proposito esistono degli interessanti blog dove si racconta, tra l’altro, anche degli OGM italiani che sono stati distrutti. Ad esempio l’ottimo blog di Dario Bressanini o quello di Agrarian Sciences, gruppo di professori e professionisti in agricoltura. Ma è possibile anche ripercorrere le tappe delle biotecnologie italiane in questa vecchia puntata di Presa Diretta.
Luca Tornatore è un ricercatore (astrofisico) e attivista, distintosi per il contrasto agli OGM. Contro senza se e senza ma.
L’ultimo opinionista è Edi Bukavec, pressidente di Assoagricoltura FVG, che dice: OGM ok se servono per produrre di più e alleviare la fame nel mondo, ma non da noi. Qualche riflessione sulle abbondanti importazioni che facciamo di derrate alimentari si dovrebbe fare. Di quest’ultimo non ho trovato curriculum.
Il dibattito comunque si incentra sempre su OGM sì o no, mai un OGM cosa?, come? quando? perchè? ma...

Quello che comunque mi premeva far notare è un dato: tra le persone interpellate non c’è nemmeno un laureato in agraria, o un appartenente all’ordine degli agronomi. Nell’articolo principale, a dire il vero, c’è un laureato in scienze agrarie: è il presidente del Veneto, Zaia. Che non approfondisce la questione e parla di mobilitazione popolare, consolato in maniera generica e non tecnica dal collega FVG Shaurli (educatore professionale) e dal ministro Martina (diplomato perito agrario, ma laureato in Scienze Politiche)…

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