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lunedì 5 giugno 2017

Tentativi di orientamento nel voto, attraverso i programmi su agricoltura e ambiente



Nove candidati sono molti. Significa che le persone valide e con qualcosa da dire si sono divise in decine di liste. Significa che i vari punti del programma sono, talvolta, scoperti a causa della mancanza di competenze, oppure sono quasi “monotematici”. Per questo, accanto alle tante buone idee espresse con una qualche padronanza, si leggono spesso circumlocuzioni stile “Supercazzola connotata con scappellamento a destra come fosse antani” o imbarazzanti temìni da scuola media. Ricorrenti un po’ in tutti i programmi le ormai tradizionali e insignificanti espressioni quali “rilancio della città”, “richiamo internazionale”, e una caterva di ovvietà. La sensazione che se ne ricava è che i programmi  in molti punti si sovrappongano (comprensibile, visti i molti i candidati della cosiddetta area di centrosinistra, e anche della defunta sinistra) e in altri si complementino, in una parola, se se ne mettono insieme tre o quattro, esce fuori qualcosa di buono. La mia speranza è che chiunque vinca legga i programmi dei perdenti e abbia l’umiltà di avvalersi delle buone idee e delle competenze degli avversari. Mi aspetto che perdenti facciano opposizione inchiodando il vincente alle sue promesse, ma mettendogli a disposizione le proprie competenze.
Qui di seguito non mi voglio occupare di ciò che è scaturito dai molti dibattiti (cosa del resto improponibile per una sola persona); voglio solo rendere reperibili i vari programmi che sono comparsi “nero su bianco” sul web. Proporrò anche una versione commentata relativamente agli argomenti in cui, a volte, ho qualcosa da dire, cioè agricoltura, ambiente e valorizzazione del territorio. L’impresa che mi propongo, comunque ai limiti delle mie possibilità, viene favorita dall’irreperibilità web di alcuni programmi elettorali.
1) BERTIN: Dopo estenuanti ricerche, sono riuscito a trovare un programma di massima di Franco Bertin qui. Nel complesso, è un tipico programma di estrema destra, all’insegna del “prima gli italiani”, niente contatti con Nova Gorica, difesa del diritto delle “gravide” a partorire in Italia, e così via. Su ambiente e agricoltura, nessun cenno. Il Movimento degli Invisibili, che lo sostiene, ha anche organizzato un convegno sull’inquinamento. In attesa di aggiornamenti, questo è quanto.
2) CECOT: Il programma di Ilaria Cecot, già membro della Giunta Provinciale, si può trovare qui. E’ un programma forte e circostanziato sul sociale, come è anche chiaro visto che è “Gorizia Sociale” il nome della lista. Si trova qualche riferimento all’agricoltura nella sezione “Rapporto istruzione- lavoro- territorio” al punto 4.
“ organizzazione  o  coorganizzazione  di eventi  ciclici  dedicati all’esaltazione  delle produzioni  locali  con  l’obiettivo di  tipicizzare  il terriorio  agli occhi del  turismo  di giornata o stanziale,  quale  meta  riconosciuta,  ad esempio,  per eventi  collegati  all’ enogastronomia,  alla  produzione  artigianale   o ad   altri  settori
Tra le azioni promosse, in questa sezione e nelle seguenti, figurano
-“attivare azioni volte alla formazione interculturale, ambientale, alla salute, alla sicurezza dando nuovo impulso alle politiche dell’inclusione
-“promuovere, in collaborazione con l’Università di Udine (comunicazione – Dams), una campagna di comunicazione per valorizzare il territorio
– “fissare incontri mensili con le diverse categorie di lavoratori (agricoltori, artigiani, commercianti, professionisti) per agevolare le attività produttive e comprenderne le esigenze
– “rilanciare e promuovere i prodotti tipici locali, anche attraverso incentivi alle attività commerciali che propongano prodotti e servizi che rivalutino e consolidino le specialità del territorio” (Nota: ma di tutte le precedenti azioni, a parte quella sulla collaborazione col DAMS, in che modo concreto ci si differenzia da ciò che l’attuale giunta ha fatto?)
-“ridurre gli oneri di urbanizzazione per gli imprenditori medi e/o gli artigiani che vogliano attuare interventi di recupero delle unità esistenti o realizzare nuovi insediamenti” (Nota: ma quindi, se sei un imprenditore e vuoi costruire del nuovo, ti riduciamo gli oneri di urbanizzazione: allora potenzialmente non sfavorevole al consumo di nuovo suolo? Altrove si parla in questi termini “L’Amministrazione si impegnerà a redigere un piano regolatore a crescita zero o tendente allo zero, individuando le aree non utilizzate o sotto utilizzate e ponendo le condizioni per avviare una politica di riqualificazione Un chiarimento non sarebbe male.)
– rivedere ed ampliare il PIP (Piano d’insediamenti Produttivi) (come?)
Nel campo della difesa ambientale, dopo un preambolo che ne elenca le linee, le azioni denotano una qualche freschezza (testo riorganizzato da chi scrive):
1.      “aumentare la percentuale di raccolta differenziata”, tramite
campagne di informazione e di sensibilizzazione nei confronti della cittadinanza finalizzata alla riduzione complessiva della produzione di rifiuti e alla riduzione dei consumi che danno origine a rifiuti non differenziabili”;
progetto di tipo last minute market (recupero delle eccedenze alimentari”;
affiancare contributo a quello regionale per le ecofeste” (Nota:cioè dove si tenta di non produrre troppi rifiuti, come essere ecosostenibili: sperando non sia il solito girone dantesco delle certificazioni e delle carte, forse in quel caso, meglio finanziare una formazione seria delle associazioni che organizzano eventi e degli operatori che lavorano col pubblico).
“comunicare annualmente, nell’ambito di apposite occasioni di incontro pubblico con la cittadinanza, i risultati raggiunti dal Comune in termini di raccolta differenziata (…) perché “le politiche ecologiche non si subiscono, si condividono”;
studiare meccanismi di incentivo al cittadino finalizzati alla riduzione della produzione di rifiuti e alla promozione di comportamenti virtuosi dal punto di vista ambientale(Nota: ecco, questo è un modo di esprimersi che mi manda in bestia, e vale per tutti i candidati: se ti candidi, dovevi già aver studiato prima, e poi non serve necessariamente inventare: cosa si fa nelle altre città? Quali buone pratiche hanno funzionato? www.comunivirtuosi.it propone molti spunti)
incoraggiare la pratica del compostaggio da giardino” (come?);
2.      Sostenibilità energetica:

 istituire un “Ecosportello” con l’intento di offrire ai cittadini un punto d’informazione sui temi del risparmio energetico, dell’incentivazione all’uso delle fonti energetiche rinnovabili, delle certificazioni e delle autorizzazioni (…)
ricorrere a fondi europei e regionali per sostituire gradualmente l’approvvigionamento energetico tradizionale con quello da fonti rinnovabili” (avrei apprezzato maggiori dettagli operativi)
rinnovare gli impianti di illuminazione pubblica con sistemi che garantiscano migliori rendimenti” (Nota: spiegare almeno brevemente quanti soldi costerebbe, quali sono le zone con illuminazione più obsoleta, ecc., in breve, qualche dettaglio tecnico, non sarebbe stato male)
“rivedere i regolamenti urbanistico ed edilizio allo scopo di promuovere ed incentivare tutte le forme di energia rinnovabile, siano queste di natura solare o eolica, fermo restando il principio della salvaguardia paesaggistica ed ambientale del territorio” (cosa significa? Come?)
impegnare la Regione affinché metta in atto le misure previste dal Piano Energetico Regionale (PER) al fine di individuare le aree non idonee alla realizzazione degli impianti per la produzione di energia elettrica: le scelte di governo del territorio si fanno con la pianificazione” (L’assessora Cecot, insieme ai colleghi Portelli e Cernic, anch’essi in lizza per queste Comunali, votò a favore della centrale a biomasse in una zona piuttosto popolata; non si esprime pro o contro, ma dice di non aver avuto altra scelta. Il dubbio sorge: quanto conta il potere elettivo nei confronti del potere economico e imprenditoriale?)
Si fa qualche ulteriore menzione a “bioedilizia” e “architettura sostenibile”, “cura e manutenzione del patrimonio edilizio pubblico”. Sarebbe stato carino qualche dettaglio tecnico, fosse stato anche un link a qualche sito dove il povero lettore di questo programma potesse farsi un’idea dei concetti espressi.
3) COLLINI: Le liste a sostegno di Collini presentano un programma comodamente scaricabile in pdf. Questo programma si compone di 20 pagine, con un preambolo sulla situazione della città (invero, poco circostanziato) e poi otto piani d’azione con diverse tematiche. Una di queste è l’ambiente: ecco qualche brano di natura più pratica.
-“ripensamento del piano regolatore generale” (…) con “salvaguardia del territorio con dedizione alla produzione agricolae “predisposizione di un nuovo regolamento edilizio improntato a favorire l'efficienza energetica e il recupero ambientale

-“Incentivazione (..) al riuso delle aree agricole di prossimita (cd. Orti Urbani), in particolare per la produzione e la caratterizzazione di prodotti tipici” (nota: un’esperienza sugli orti urbani si è già avuta in città: qualche informazione e feedback su come è andata e soprattutto su cosa non è andata ci stava)

-aderire alla Rete PAES (Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia)” con predisposizione di piano di riduzione delle emissioni (che presuppone la stesura di un inventario delle stesse)

-“Creazione di un Parco ecologico industriale APEA (Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate) di cui al D.Lgs. 112/98 nel quale si fa riferimento a un’impostazione a rete delle aree produttive e industriali,finalizzata all’ottimizzazione delle attività proprie di ogni impresa installata e dunque alla relazione tra le imprese stesse,con la messa a fattore comune dei loro pregi. Il focus del provvedimento e l’efficientamento delle risorse produttive, propedeutico alla conoscenza reciproca e all'istituzione di quelle “reti di imprese” che sempre più stanno caratterizzandosi per il loro successo sui mercati.” (nota: questa la riporto per intero perché non sono per niente sicuro di capire cosa c’è scritto: come si spingono le aziende ad essere efficienti? Maggiori controlli? Le solite certificazioni, quindi burocrazia? Avrei apprezzato maggiori dettagli ed, eventualmente, l’indicazione di esperienze simili già in funzione)

-Sui rifiuti:
·        Progettare una strategia di gestione dei rifiuti urbani per ridurre al minimo il ricorso ad inceneritori e discariche, anche aprendo un centro di Riuso nel sito dell’ex inceneritore. (solito discorso: puoi dire almeno a grandi linee cosa prevede la tua strategia?e poi, un centro di riuso non c’è già nell’ex inceneritore? O non è la stessa cosa? Di nuovo, non sarebbero guastati dettagli)
·        Tariffa puntuale (ognuno paga ciò che produce) (sembra una buona idea: ma perché non è stata già adottata? Sussisteranno difficoltà a implementare? L’indicazione di esperienze già esistenti non sarebbe male)
·        Piano rifiuti zero (ambizioso e in effetti interessante: sarebbe stata interessante qualche esperienza già funzionante per capire come si possono orientare in senso ecologico gli acquisti delle persone e le loro abitudini)
·        EcoVigili e protocollo transfrontaliero per la gestione dei rifiuti all'interno del GECT GO
·        Contro spreco alimentare (…) riduzione di tassa sui rifiuti
E inoltre, rete ciclabile da aumentare, maggiore sviluppo del bike sharing, maggior numero di cestini per le deiezioni animali, creazione di sportello 4 Zampe

Le azioni riguardanti l’agricoltura si trovano nella sezione “Produrre a Gorizia”

-“Sviluppo di ulteriori nuovi progetti per infrastrutturare maggiormente in chiave turistica l'Isonzo-Soča e le vie del vino e dell'enogastronomia (del Carso e del Collio, a partire dal Collio goriziano e da Oslavia, con nuova attenzione per l'Ossario) e per sviluppare una comunicazione congiunta con i comuni della vicina Slovenia anche nei riguardi delle manifestazioni legate alla Storia e alla Grande Guerra, di cui
andra celebrata la fine, nel centenario della stessa (2018)”.

-“Predisposizione di una efficace promozione delle produzioni tipiche del primario da valorizzare in chiave
enogastronomica e turistica.” (ad esempio?)
-“Progetto De.Co. per le tipicita locali: Gorizia capitale del Collio e del Carso.” (e perché non anche capitale del mare e dei monti, del cielo e della terra? Ma che cosa significa?)

-“Enoteca cittadina come vetrina delle tipicita locali.” (ce n’è una a Gradisca e una, gestita dai produttori, a Cormons. A Gorizia c’è qualche enoteca privata. In cosa si differenzia questa enoteca proposta? Perché quella in Borgo Castello ha avuto tante difficoltà? Si sarebbero potute fare delle considerazioni sul tema?)

-“Ufficio turistico transfrontaliero intra-comunale tra Gorizia e Nova Gorica.” (volevi dire intercomunale, vero?o siamo già un’unica entità?)

E ancora: migliore segnaletica, candidatura all’UNESCO per l’Isonzo, recupero del ponte del Torrione (con quai dindini?), Eco-Museo dell’Isonzo (ok, ma con dentro cosa?), valorizzazione congiunta del Sabotino e della Castagnevizza (c’è solo la nostra parte da valorizzare: gli sloveni, quel che potevano fare, l’han fatto, noi possiamo solo imparare).

4) CRISCITIELLO: Ho reperito il programma del candidato della Sinistra Unita qui, composto di 7 pagine. Si trova un riferimento ad uno studio di fattibilità della reinternalizzazione di alcuni servizi appaltati tipo la raccolta dei rifiuti (di nuovo: perché non è già studiata la fattibilità della proposta?). Proposta ecologicamente discutibile, la riapertura al traffico della galleria Bombi. Ulteriore potenziamento dei percorsi ciclabili. Sull’agricoltura, nessuna menzione.

5) GAGGIOLI: Un programma di massima si può trovare qui   ; inoltre esiste un sito apposito con dei contenuti, perlopiù considerazioni sullo stato di fatto da cui il programma trae origine. L’enogastronomia è richiamata sempre in chiave turistica. In queste quattro pagine non si parla di problematiche ambientali. Per quanto riguarda l’agricoltura e l’ambiente, nel blog è disponibile la relazione di un incontro su agricoltura e ambiente.
Vi si parla di promozione delle filiere, coordinazione tra strutture per portare il consumatore nelle aziende. Sul problema dei cinghiali, si dice che va creata una filiera per quanto riguarda i macelli: ebbene, faccio notare che nella non lontana Cormons ce n’è uno che versa in qualche difficoltà, e questo è molto importante visto che serve tutti i gli allevatori della zona nord della provincia (volgarmente detta UTI).
Si parla inoltre di monitoraggi ambientali sull’aria proveniente dalla Slovenia, di ridurre la cementificazione (senza entrare nel merito di una minaccia cementificatoria imminente e cioè il possibile centro commerciale di via Terza Armata). Un riordino dei punti programmatici li avrebbe resi di certo più fruibili…

6) MARAZ: Il candidato 5S presenta questo programma. Dell’ambiente parla nella Missione 9, di agricoltura nella Missione 16.  Nella missione 9 si fa ampia menzione all’evitare uso di glifosato nelle aree verdi, alla piantumazione di un albero ogni nuovo nato, educazione. Sui rifiuti, si propone di verificare la possibilità di una differenziata più efficiente (qualche precisazione?), promuovere riduzione di imballaggi inutili, valorizzazione di diverse aree verdi, riqualificazione dell’Isonzo tramite rinaturalizzazione del fiume, abbattimento brutture, no alla costruzione di nuovi sbarramenti. Riqualificare il Corno. Redigere un piano di azione comunale sull’inquinamento atmosferico. Potenziamento del trasporto pubblico (maggiori dettagli sarebbero stati utili), costruzione di piste ciclabili fino all’aeroporto di Ronchi e al Duca d’Aosta di Merna. Installazione colonnine di ricarica per automobili elettriche, sostituzione illuminazione pubblica col LED. Se sull’ambiente, quindi, i M5S hanno una proposta abbastanza fresca e articolata (certo, bisognerebbe verificarne l’applicabilità nelle città dove il M5S governa), sull’agricoltura tutto quel che han da dire è quanto segue:
-“Favorire la nascita e lo sviluppo di aziende agricole che applicano il metodo biologico e biodinamico. Dichiarare il comune OGM Free pubblicizzando questa scelta. Valorizzare le produzioni locali anche attraverso la creazione di marchi specifici. Aderire al Distretto di Economia Solidale”.
Nota: personalmente vengo imbestialito dall’approccio ideologico all’agricoltura. Intanto, che strumenti ha il comune per favorire la nascita di aziende biologiche e biodinamiche? E poi di nuovo il problema principe: biologico e biodinamico sono innanzitutto delle certificazioni, con alcuni controlli nell’arco di tutto l’anno. Se ti certifichi, prendi il contributo. I soldi dovrebbero invece essere destinati alla sperimentazione che è l’unica a poter portare ad un biologico davvero prestante, ma anche a un’agricoltura “integrata” (l’ex convenzionale, cioè quello che, a essere onesti, fornisce la stragrande maggioranza delle calorie alla nostra società) a sempre minore impatto ambientale.
Siamo OGM Free? E chi l’ha detto? Qualcuno è mai andato a vedere con cosa sono state alimentate le bestie la cui carne compriamo al supermercato?
Fatta questa doverosa tirata, personalmente apprezzo la volontà di attivare circuiti locali. Un inventario delle aziende del territorio comunale magari comprendendo anche Nova Gorica potrebbe essere interessante, dividendole per produzioni. Un approfondimento sul tema della zootecnia sarebbe stato interessante…

7)PICCO: Il programma, 54 pagine, di Andrea Picco si può trovare in pdf qui e qui.
Il Forum, ormai storica associazione civica, ha sicuramente il programma più credibile in tema di protezione dell’ambiente: le idee che propone scaturiscono da anni di discussioni settimanali sui problemi che si presentano via via, e che spesso originano interessanti post sul blog. Il programma è ricco di citazioni di studi che dimostrano il potenziale del cicloturismo (progetto VENTO) e da anni si confrontano sul problema anche nei dettagli pratici. A pag.17 del pdf una nutrita lista di piccole situazioni da risolvere e implementare. Sull’ambiente, al punto 3.2 si parla di “Gorizia eco compatibile, biologica, no ogm, no pesticidi”. Ecco, benché la spiegazione sia più dettagliata (si propongono azioni contro lo spreco alimentare, la promozione delle produzioni locali, la creazione di filiere locali), ribadisco che non apprezzo l’approccio radical chic e ideologico verso l’agricoltura (rimando a quanto detto sul programma di Maraz).
Il programma è poi meritorio riguardo la gestione del verde pubblico: numerosi aspetti sono scandagliati. Si propone un bilancio arboreo (in effetti, negli ultimi anni, in certe zone gli alberi non sono stati ripiantati, oppure sono stati sostituiti da pianticelle spelacchiate che fanno un’ombra davvero striminzita sulle strade. I costi della loro gestione vanno in effetti messi in conto). Interessante idea quella di un circuito di turismo botanico, con percorsi a tema (ad esempio, collezioni di ellebori o altre piante. Mi chiedo la manutenzione… Segue la salvaguardia dell’Isonzo, con una sapiente conoscenza dei portatori d’interesse con cui bisogna confrontarsi. Esistono proposte articolate e realistiche sulla pianificazione urbanistica e la riduzione del consumo di suolo. Inoltre, il programma contiene proposte concrete sulla riduzione dei volumi di rifiuti.

8)PORTELLI: il suo programma di 44 pagine è a disposizione qui. A pag.13 si parla di una città ecologica, in cui è favorita la mobilità lenta, e l’avviamento di una pianificazione congiunta in ambito GECT e UTI. Promuovere la valorizzazione del fiume Isonzo. Revisione generale del piano del traffico. Piano per riduzione inquinamento acustico e luminoso. Recupero beni dismessi. Orti urbani e sociali (vedasi quanto sopra…). Specifiche indicazioni riguardo l’agricoltura non sono emerse.

9)ZIBERNA: qui 12 pagine, programma alquanto striminzito di chi si sente già sicuro di vincere. Tra le altre cose, un vago “la coltivazione di tipicità agricole goriziane, dalla rosa di Gorizia ad asparagi e verze, possono alimentare una nuova economia. La loro promozione in chiave gastronomica- turistica porterebbe a un’incentivazione della loro produzione con creazione di posti di lavoro” (nota: aggiungerei, per correttezza, che non ci sono più le mezze stagioni e che del maiale non si butta via niente). “Il trinomio Gorizia- Collio –Carso deve diventare un brand europeo” (Europa preparati: deve, hai capito? Deve!) . Realizzeranno nuove piste ciclabili, un nuovo piano del traffico, ecc.
Una cosa va detta: perché, dopo dieci anni di sedicente ottimo governo, questi pensano di dover fare ancora tutte queste cose?

CONCLUSIONI: Per quanto riguarda l’ambiente, ci sono vari candidati, specie quelli cosiddetti civici che hanno ottimi programmi: ad esempio quello del Forum. Peccato che hanno anche ottime possibilità di non applicarlo mai, vista la scelta di marciare divisi per fallire uniti. Non resta che pregare il miracolo. Per quanto riguarda l’agricoltura, c’è poco di fresco, se si eccettuano le varie proposte un po’ più concrete in favore di circuiti locali del cibo. Se no, solite chiacchiere generiche sulla valorizzazione enogastroturistica, le eccellenze e qualche incursione ideologica nel “bio per salvare il mondo”.

Ammetto che fare questa veloce disamina mi è costato fatica e mi ha messo di pessimo umore. Non me ne abbiano a male quindi quelli in fondo all’elenco se sono stato più sbrigativo. Ma non si preoccupino, è anche poco probabile che qualcuno legga fino in fondo. Chiarisco a scanso d’equivoci che non sono affatto imparziale.      

Spero di tutto cuore che il vincente studierà i programmi degli altri; ci sono, ahimè, ottime probabilità che siano nettamente superiori al suo.

Un ultima annotazione: votare è abbastanza un casino, tra quote rosa e voto disgiunto, quindi se avete tempo guardate qua.

Buona fortuna e non mangiate pesante!




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