Questo blog nasce sotto i peggiori auspici, nel pessimismo.
La mia impressione è che nella campagna elettorale prossima
ventura, alle Comunali 2017, tutti saranno pieni di soluzioni a problemi che non
conoscono, e sulle cui cause non riflettono, e non si confrontano.
I pretendenti addebiteranno colpe troppo grandi a un sindaco
(e una giunta) che ha amministrato, mediocremente, il sempre più esiguo esistente;
e l’establishment che esprime la giunta fingerà orgoglio nel difendere un
disastro che non è nemmeno merito suo.
Si parlerà poco delle questioni.
Tutti si crogioleranno in qualche ridicolo Make Gorizia great again.
La crisi demografica. La SDAG. L’università. L’ospedale. L'ascensore. La
collaborazione, che non va al di là di qualche chiacchiera, tra Gorizia e Nova
Gorica. Il degrado. La nostra identità, così labile, specie se si rifletta quanto è stata importante l'immigrazione novecentesca. Lo spopolamento. Il declino. Il GECT,
che i più nemmeno sanno cosa sia. Questi, elencati alla rinfusa, sono solo
alcuni tra i vari temi.
Ecco, vorrei che si reagisse a tutto questo. Spero di riuscire
a proporre approfondimenti su tutto questo, di aiutare ad avere un’idea
realistica della situazione. Perchè si possano avanzare proposte fondate su qualcosa.
Purtroppo la stampa locale non aiuta, tutta
votata com’è alla cronaca; le interviste sono perlopiù cordiali chiacchierate e
i fatti vengono raramente analizzati e contestualizzati, tutto è ridotto a
cronaca.
Se qualcuno leggerà e fomenterà dibattito, saremo
soddisfatti: che si infiammino bei dibattiti politici. In italiano non esiste
la bella distinzione che c’è in inglese: politica si può tradurre come policy, quando si parla di misure su un
dato tema, e politics, quando si
parla della politica che il sentimento popolare schifa.
Ecco, a me interessa focalizzarci sulla prima accezione.
Un’ultima cosa. Va molto di moda invitare a uno spirito
costruttivo. Ritengo che ciò , qui, non sia per forza necessario. Qui, nel
rispetto delle persone, la polemica è benvenuta. Quando si fa una critica, non
ci si deve per forza sentire in obbligo di proporre un’alternativa. Certe cose vanno criticate, e basta, mettendoci nome e cognome.
Andrej Drosghig
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